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domenica 21 ottobre 2018

Il mare





And in the golden grottos

mermaids try

a song to make the water

sleep.



— The Sea ~ F. García Lorca



art by Nadezhda Illarionova



E nelle grotte d'oro

Sirene provate

Una canzone per fare l'acqua

Dormi.


- il mare ~ F. García Lorca


Arte di nadezhda illarionova




domenica 21 maggio 2017

L'evoluzione della figura delle Sirene

tratto da:  https://www.facebook.com/Sea-Monsters-of-the-Abyss-and-Maelstr%C3%B6m-of-Dreams-306244616419235/

Durante il Medioevo la figura della Sirena è presente nei bestiari come simbolo di doppiezza, vanità, inganno (non a caso ha fra le mani uno specchio).
Intanto l'impatto della cristianizzazione dei popoli germanici, e la forte moralizzazione della cultura nordica che ne seguiva, trasformò la sirena in una dolce creatura condannata dalla sua stessa natura.
Ella quindi prega Dio con tutta se stessa per l'ottenimento di un'anima (primo elemento a differenziarla dagli uomini). Si preparano le premesse medievali tanto care agli artisti romantici, i quali delineeranno i contorni melanconici e strazianti nella storia della sirena.





venerdì 1 aprile 2016

Melusina

tratto da Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Melusina )

« Da dove credi dunque che vengano, venissero - le Melusine delle campagne dei boschi delle valli? - Le Melusine delle vecchie montagne? - Gentili fumacchi impalpabili come aerei semi - fanno da staffetta agli uomini poverelli - verso le ultime postreme stazioni confinarie… …Vengono dai piccoli pertugi neri - del tronco preistorico e secco - perlustrato dalle formiche a miriadi… …O se la campagna vede scendere la sera, - e i ciuffi i gruppi di faggi di carpini di querce - di alberi antichi stanchi strampalati - si rinchiudono neri, - allora dalle radici dei fossi escono le Melusine. »
(Dino Buzzati, Poema a fumetti)
La melusina è una mitica figura leggendaria del Medioevo.

Secondo la leggenda le melusine dovrebbero sposare un cavaliere a condizione di un tabù particolare: non essere viste nella loro vera forma, quella di una fata dell'acqua, con la coda di pesce o di serpente, al posto delle gambe. La rottura del tabù della melusina, fonte dell'autorità e della ricchezza cavalleresca, può condurre il cavaliere alla rovina e condannare la fata a rimanere una sirena per sempre[1].

Le più antiche notizie sulla natura delle melusine risalgono al XII secolo. Possibili origini si trovano già in saghe pre-cristiane, greche, celtiche, così come nella cultura del Vicino Oriente. In qualità di leggenda storico-genealogica, risale alla famiglia Lusignano della regione francese di Poitou.

Nel corso del tempo i testi sono cambiati drasticamente. La melusina, apparsa come fata o spirito nei romanzi cortesi del Medio Evo, divenne sempre più frequentemente progenitrice cristianizzata di alcune famiglie. In seguito, venne data più enfasi all'amore tragico. Fino al XX secolo le melusine furono popolari in alcune culture europee. Adattamenti del nome sono presenti in molte lingue europee. In seguito persero in parte la loro importanza.

In alcune leggende francesi Melusine è una fata, ultima di tre gemelle. Il padre era il re d'Albania, mentre la madre era una fata. Quest'ultima aveva espressamente richiesto al marito di non entrare per nessun motivo nella stanza del parto finché lei stessa non avesse acconsentito. Poiché il marito le disubbidì, lei lo abbandonò portando con sé le figlie. Non contenta, Melusina condannò il padre per le sofferenze recate alla famiglia mandandolo in esilio all'interno di una montagna e la madre la punì trasformandola fino al giorno del giudizio in metà donna e metà serpente.

venerdì 10 maggio 2013

mercoledì 15 agosto 2012

Sirene alla Villa d'Este a Tivoli

Particolare decorativo su un paio di vasi vicino alla Fontana dei Draghi:





Adesso le sirene cone coda serpentiforme nella Fontana dell'Organo, così nominata perché dotata di organo idraulico che ad intervalli regolari suona una breve melodia. L'organo è azionato dall'acqua, un prodigio della tecnica tuttora affascinante. Vi rimando a questo link per qualche dettaglio in più:

http://www.tibursuperbum.it/ita/monumenti/villadeste/FontanaOrgano.htm

Le foto delle sirene:






Foto realizzate con cellulare da Vito Foschi. Utilizzabili citando la fonte e l'autore.



giovedì 2 febbraio 2012

Le sirene Omeriche


di Vito Foschi

L’immagine della sirena si è stratificata nel tempo assommando miti diversi e racconti moderni, rendendola completamente diversa dalle sue origini greche ed oggi se proviamo ad immaginarla, ciò che ci viene in mente è l’immagine di splendide donne-pesce che attirano i naviganti che si trovano nei paraggi con un canto seducente: insomma un personaggio a forte carica erotica completamente diverso dal mito greco.

L’opera più antica che cita le sirene è l’Odissea, opera che potrebbe essere una trascrizione di racconti orali e risalire quindi ad un periodo molto antico. Ricordiamo brevemente l’episodio: Ulisse è messo in guardia da Circe del pericoloso canto delle sirene e si premura di tappare le orecchie dei suoi compagni con della cera, mentre lui da curioso qual è, deciso ad ascoltare, si fa legare strettamente all’albero della nave senza tappi. La seduzione del canto delle sirene è basato sulla promessa di rilevare la conoscenza, e non su un richiamo sessuale e si capisce il fascino straordinario esercitato sul curioso Ulisse, che pur di ascoltare si espone al pericolo.
Le sirene non sono descritte nelle loro fattezze, e ciò porta ad ipotizzare che la loro immagine era patrimonio comune di chi leggeva l'Odissea. Per farci un’idea delle loro fattezze possiamo esaminare le  rappresentazioni pittoriche su ceramiche e vedremo qualcosa di completamente diverso della donna pesce: un essere metà donna e metà uccello. La forma è molto simile a quelle delle arpie e ben lontano dall’immagine comune. Dopotutto, se la caratteristica delle sirene è il canto è naturale aspettarsi una creatura cha abbia caratteristiche d'uccello e non di pesce.

Ma come si è giunti alla trasformazione della sirena-uccello in sirena-pesce? L’unico mito greco che si avvicini all’idea della donna-pesce è quello di Tritone figlio di Poseidone che aveva la parte inferiore del corpo a forma di pesce, in particolare veniva rappresentato con due code e descritto con un forte appetito sessuale. Le prime raffigurazioni di donne pesce risalgono al medioevo e molti studiosi hanno ipotizzato una fusione dei miti greci con leggende di origine nordica portate dai popoli che invasero l’impero romano. Nel XI secolo troviamo rappresentazioni di sirene-pesce nei mosaici di Ravenna e di Otranto, e possiamo dir concluso il processo di trasformazione della sirena. Altra caratteristica della moderna sirena è il canto seducente frutto dell’acculturazione cristiana che le trasforma in simboli della lussuria che fa perdere l’intelletto all’uomo.

Il passaggio dal cielo al mare non è così casuale. Dietro la scelta di un animale piuttosto che un altro c’è una precisa scelta simbolica; gli uccelli partecipano della natura del cielo e in qualche modo della natura divina e ciò coerente con le sirene dispensatrici di conoscenza. Il mare rappresenta il pericolo e le sue creature possono avere la natura di esseri dispensatori di disgrazia o di salvezza, ma oltre a ciò rimanda all’abisso primordiale e i suoi abitanti conservano un che di primitivo e selvaggio. Tritone è descritto con un forte appetito sessuale e così la sirena medievale, simbolo di lussuria diventa una creatura marina.

Sarebbe interessante indagare sulle leggende nordiche che hanno mutato la “forma” della sirena, ma ciò esula da questo articolo.